Riciclo fiscoli dismessi

A TARANTO LA COZZA NASCE DALL’ULIVO

 

Dai fiscoli del frantoio ormai dismessi, ma ricchi di sostanze nutritive derivanti dal grasso dell’olio, realizziamo il cordame che verrà usato nel settore della mitilicolura.

Si tratta, pertanto, di un fruttuoso riutilizzo 

che, altrimenti, sarebbe considerato rifiuto speciale

 

 

Ai nostri giorni la mitilicoltura è un’attività portante dell’economia tarantina, in particolar modo nella coltivazione delle famose cozze tarantine. La tranquillità delle acque interne al bacino del Mar Piccolo è un elemento che rende uniche le cozze di Taranto.

Tuttavia, particolarmente interessante è il metodo di raccolta del seme, che avviene intorno alle corde realizzate con fiscoli dismessi, dischi all’interno dei quali è spremuto il succo delle olive.

Il rilascio del seme e la captazione attraverso questi fili intrecciati si realizzano proprio in novembre, quando i fiscoli vengono cambiati dai numerosi frantoiani della zona.

Lo hanno sperimentato i mitilicoltori nel corso degli anni: le larve delle cozze potrebbero attecchire e svilupparsi anche su corde nuove e non impregnate, ma si riuscirebbe a raccogliere un decimo del seme (che andrebbe disperso).

Le corde possono essere adoperate sino a tre anni.

 

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